Riccardo Ajossa, mostra d'arte

Shelter Add, mostra personale di Riccardo Ajossa

In uno degli spazi recentemente aperti in città, l’artista italiano Riccardo Ajossa esporrà i suoi lavori. Il progetto è il primo di collaborazione tra Shelter Add e Hush Gallery.

SHELTER ADD mostra personale di Riccardo Ajossa
a cura di Bilge Ertem e Carla Paiolo
opening: 17.05.2014 ore:18.30

dal 17.05.14 al 05.07.14
• Hush Gallery- Rasimpaşa Mah. Rıhtım Cad. İskele Sok. 29/A Kadıköy / İstanbul
• Online: Virtual D/ www.disambiguartspace.com

Dalla pagina di Shelter Add

SHELTER ADD di Riccardo Ajossa. Quando l’arte si misura con traiettorie che disertano la natura esangue di uno schermo e sfiora il virtuale come elemento addizionale, riverberi di una materia che è e rimane prettamente organica: la carta.

La mostra è il primo progetto di collaborazione tra Disambigua ArtSpace e Hush Gallery, nato dalla volontà di scambio tra i due spazi e fondato sul concetto di ‘hosting exchange’, con lo scopo di creare un dialogo aperto tra le due realtà/contenitori e i relativi Paesi: Italia e Turchia.

Per entrare in SHELTER ADD si immagini un crescendo di traiettorie legate al pensiero e si visualizzino le stesse percorrere una natura incontaminata. Si pensi poi a uno schermo asettico da toccare che contiene del materiale sensibile. L’autore del contenuto è Riccardo Ajossa e una visione parziale, che coincide con la sua mostra personale, pensata per un luogo, la Hush Gallery di Istanbul. Quello che un nostro gesto andrà a muovere saranno un accumulo di immersioni poetiche nelle quali ritorna una formula chimica ben precisa: (C6H10O5)N. Si tratta di cellulosa. Carta. Si custodisca questa formula come username di accesso per il transito virtuale, un ausilio mentale per valicare la conversione in cifre insita in ogni cosa ci impieghi in gesti automatici, così da arrivare in qualche modo alla fisicità delle opere. Sono infatti opere che richiedono uno sguardo diretto e che la freddezza di uno schermo può restituire solo in parte. Hanno un odore particolare, al quale aggiungere quello della nostra epidermide mentre ascoltiamo il battito di un organo vitale, o mentre ci immaginiamo il suo arresto. Dietro ogni macchina c’è un uomo e qui il virtuale ci presenta una traccia parziale. Un documento scollato dalla realtà, funzionale però in un universo teso alla condivisione in rete, dove la memoria collettiva avrà a che fare con la sparizione del supporto cartaceo. Il vero contenitore in cui abita e dove accedere a SHELTER ADD è la Hush Gallery, lo spazio tangibile. Quello virtuale, Disambigua ArtSpace/Virtual D, un tentativo di riproduzione.

L’idea della mostra nasce tenendo conto di più fattori. Il primo è concettualmente legato alla struttura architettonica della galleria -disposta su due livelli- e alla possibilità di operare nel piano inferiore, quello sotterraneo. Questa caratteristica dello spazio ha portato l’artista a considerare un’ipotesi di rifugio, da contenere e sostenere, nel quale riporre delle riflessioni acquisite e meditate nello scibile del silenzio, quello più profondo.
Un rifugio poiché il pensiero va in un luogo dove cercare affetto o nel quale nascondersi, conseguente ai crimini di un’umanità storicamente collocabile e impossibile da accettare. Crimini che non cessano di manifestarsi. Un concetto che aumenta di senso nel contesto sociale dove viene impiantato e nel dialogo che si è aperto con lo spazio che lo accoglie.

 

Condividi:

Articoli correlati

  1. Pingback: Disambigua Art Space | Uno spazio che si muove Vivistanbul.com | Shelter Add, mostra personale di Riccardo Ajossa » Disambigua Art Space

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>