Istanbul Top Tips – 3°

Tradizioni, usi e tratti culturali!

1: Le scarpe out!

La prima regola la conoscete: prima di entrare in casa, qui, ci si toglie le scarpe. Si tratta di una legge ferrea e inderogabile: anche se in casa c’è un pavimento rivestito di una specie di pellicola effetto parquet mezza spiccicata negli angoli, le scarpe vanno tolte e lasciate all’ingresso. Insomma, se andate a cena a casa di amici, vi consigliamo di stare molto attenti alla scelta dei calzini!

2: Pranzo alle 13:00, cena alle 20:00..ma anche no!

Qui si tratta di abitudini solide per noi italiani, famosi per la nostra cucina. Certo gli orari variano a seconda del posto e degli stili di vita, ma siamo abituati a questi concetti sacri di “pranzo” e “cena”. Momenti fondamentali della giornata tra cui, a rigor di logica e di stomaco, si suppone debba esserci un lasso di tempo sufficiente per digerire! Ebbene qui diventa tutto più elastico, compreso il vostro stomaco che si abituerà a fare pranzo-colazione alle 14:00, mangiare pesce alle 18:00, bere caffè (non l’espresso si intende) alle 23:00 e assumere quantità indefinite di cay al giorno!

3: L’intraducibile ma innegabile “yardimseverlik” dei turchi!

In italiano non c’è una parola ad hoc per tradurre il termine “yardimseverlik”, che è qualcosa di più della disponibilità. E’ piuttosto un’inclinazione, una predisposizione ad aiutare gli altri che, in alcuni casi, prescinde da una valutazione razionale delle proprie capacità! Caso esemplare: vi siete persi e chiedete informazioni a Tizio X. Tizio X, non ha la più pallida idea di dove dobbiate andare ma, per questo suo “istinto all’aiuto”, non può rispondere “mi dispiace non lo so” (proprio non ce la fa). Ed ecco che Tizio X chiamerà in aiuto Tizio Y che, se siete fortunati, è l’uomo di cui avete bisogno, altrimenti si potrebbe continuare fino al tizio numero N. All’inizio ciò potrà confondervi.. ma quando uno sconosciuto vi aiuterà a trasportare il vostro valigione di 20 chili perché non ci sono le scale mobili per il sovra-passaggio del metrobus, amerete la yardimseverlik dei turchi!

4: Baciamo le mani!

State per salutare lo zio o la zia di un vostro amico turco e vi accingete a fare il saluto normale a cui siamo abituati: stretta di mano + scambio di baci. Invece, la persona in questione vi prenderà la mano, la girerà in senso antiorario e punterà la sua mano verso la vostra bocca. Ecco, per evitare il senso di goffaggine provato dalla sottoscritta la prima volta, vi svelo la procedura: prendete la mano dello zio, accennate un baciamano e poi, inclinando il capo, portate la sua mano verso la vostra fronte. Un gesto in realtà molto elegante che mi piacerebbe esportare in Italia, ma le mani da noi si sono sempre baciate per altri motivi!

5: ..e comunque “afiyet olsun”!

“Afiyet olsun”, ossia buon appetito. In realtà per noi la parola “appetito” è associata al cibo ed è un augurio che si fa prima dei pasti ma “afiyet olsun” ha un significato più generale. Non vi stupite, quindi, quando sentirete augurarvi “buon appetito” anche dopo il pasto o dopo aver bevuto un cay o un caffè. Vi è mai capitato di complimentarvi con un amico per la cena della sera preparata la sera prima? Ebbene, se non l’avete fatto, provateci e vi sentirete rispondere, ancora una volta, buon appetito!

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