Istanbul al tramonto, vista su Sultanahmet

Curiosando nel passato di Istanbul

 

Narra la leggenda che Haliç, chiamato dai Bizantini Corno d’Oro, fu così denominato perchè creato dalle cornate di Io, sacerdotessa di Era, trasformata in una giovane vacca. Zeus si innamorò di Io e temendo la gelosia di Era e per evitare che scoprisse l’amore che provava per Io la trasformò in una giovenca.

Bosforo significa “Passaggio della giovenca”, in onore ad Io quando arrivò e attraversò il braccio di mare tra Europa e Asia, trasformata in giovane mucca.

Il quartiere di Galata è stato costruito dai genovesi.

Kadıköy, nel suo nome antico Khalkedon, significa “città dei ciechi”. Essendo dall’altra parte del Bosforo, in tempi passati si riteneva che chi andasse a vivere al di là del Bosforo fosse cieco per non accorgersi della bellezza che c’era già nella parte della città che oggi definiamo europea.

Narra la leggenda che nella torre della ragazza, Kız Kulesi, ad Uskudar, l’imperatore Costantino racchiuse l’amata figlia per proteggerla da morso di un serpente che gli avrebbe provocato la morte predetta da un indovino.  L’imperatore Costantino fece erigere la torre in mezzo al mare per impedire aqualsiasi serpente di raggiungere la figlia. Il serpente però entrò nei cestini che venivano trasportati dalla terra ferma alla torre con i quli veniva mandato cibo e la ragazza fu uccisa dal suo veleno.

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