Bernardo Ricci Armani, fotografo a Istanbul

Bernardo, fotografo e non solo…

Toscano, occhi azzurri, giacca e cravatta. Bernardo si è trasferito in Turchia circa 5 anni fa. Lavora per una primaria compagnia di energia elettrica italiana e ha una passione: la fotografia.

Come sei arrivato in Turchia?

“Un giorno mi chiama il mio capo e mi dice “ti va di trasferiti in Turchia per qualche mese?”. Ho risposto, perché no! All’inizio tornavo ogni weekend in Italia. È stato un impatto interessante, quello con la Turchia. Non conoscevo nessuno e non conoscevo la lingua. Sapevo poco e niente del paese.”

Com’è nata la tua passione per la fotografia?

È iniziata qua la passione per la fotografia, dal desiderio di far conoscere la Turchia sia ai miei amici che alla mia famiglia. Viaggio tanto per lavoro e per vacanza ed è stato il binomio viaggio e fotografia a rendere la mia vita completa. Non ha mai fatto un corso di fotografia. Credo che le cose più belle nella vita sono le cose che capitano per caso. La passione per la fotografia è stata del tutto travolgente.

Adesso tanti mi propongono di farlo per professione, ma io non ne sono sicuro. Scattare per qualcuno e scattare per te stesso è una cosa molto diversa. Ho fatto una mostra a Parigi, che è ancora in esposizione. Quando vedo i miei lavori esposti, mi chiedo se la gente che guarda la mia foto vede ciò che io ho visto, se capiscono l’attimo che ho voluto catturare.

Qual è la foto perfetta?

La foto perfetta è quella che senza alcuna riga di commento racconta una storia. Istanbul offre tanti spunti. Istanbul è la città perfetta, dove tutto quello che vedi è un contrasto, tutto ciò che vedi ha accanto il suo opposto. Vedi il ricco accanto al povero, il laico accanto al religioso, il moderno accanto all’antico, l’Europa accanto all’Asia. A distanza di anni ancora mi sorprende. La fotografia mi ha fatto uscire dalla mia conduzione di espatriato.  La fotografia mi ha permesso di vedere un’altra Istanbul. É un’occasione per entrare a contatto con le persone e capire meglio le tradizioni del luogo. La fotografia per me è un modo per conoscere. Sono arrivato in Turchia non sapendo niente della Turchia e a quelli che adesso vengono in Turchia per la prima volta dico: non studiate. Non venite in Turchia pensando di conoscerla. Vendite qui e vivetela. Non credete a nessuno che cerca di spiegarvi la vera Turchia. In questo paese è vero il bianco, ma è vero anche il nero.

Che consiglio daresti ai giovani italiani?

 Cercate di uscire dagli schemi della vostra “comfort zone”. Andate in posti dove non ci sono stranieri. Andate a conoscere persone, smettete di guardare il mondo con i confini dei paesi. Non possiamo permetterci di vedere il mondo diviso in nazioni. I confini sono superflui, un’ipocrisia. Io ho iniziato ad amare l’Italia quando siano andato via. Da fuori ho rifocalizzato le priorità. Chi viaggia capisce la bellezza del proprio paese e il suo valore. Vedere il mondo non costa tanto, e quello che ti ripaga il viaggiare è un valore incommensurabile. E soprattutto, imparate l’inglese!

 

Ecco i link per seguire i lavori di Bernardo:

Leggi le altre interviste degli italiani che lavorano a Istanbul!

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