Gli studi di Acik Radyo

Açık Radyo: storia di una radio indipendente

di Carlotta De Sanctis

Coloro che vivono stabilmente in Turchia o che hanno deciso di approfondire il rapporto con questa nazione si saranno probabilmente scontrati con una realtà attuale problematica per quanto concerne la libertà d’informazione. La Turchia, secondo il rapporto stipulato da Reporter Senza Frontiere nel 2013 occupa un preoccupante 154° posto su 179 paesi considerati.

Tuttavia anche all’interno di questo panorama esistono realtà che con il loro contributo portano avanti un lavoro capillare che quotidianamente informa la popolazione riguardo a ciò che i media mainstream trascurano. Una di queste realtà è sicuramente quella di Açık Radyo, una radio indipendente che da oltre 18 anni tenta di dare voce alla Turchia di quegli intellettuali che troppe volte sono messi in secondo piano.

Storia

Açık Radyo è stata fondata nel 1995 da 92 soci che fornirono un contributo associativo quasi equo. Queste personalità, molte delle quali avevano trascorso un periodo all’estero durante la formazione universitaria, si unirono per cominciare un progetto in Turchia che fungesse da piattaforma per tutte quelle ONG e associazioni che in quel periodo stavano nascendo nel paese. Tutte le volte in cui in Turchia c’era bisogno di un centro di coordinazione per l’organizzazione di progetti da parte della società civile, Açık Radyo ha dato il suo contributo. Questo accadde per il terremoto di Marmara del 1999, per la morte di Hrant Dink nel 2007, per Gezi. Questo tipo di contributo attivo ha permesso alla radio di diventare famosa in quei contesti che cercavano e in molti casi stanno ancora cercando rappresentazione.

Programmazione

Attualmente Açık Radyo propone un format settimanale di più di 130 diversi programmi, curati per la maggior parte da volontari, che oltre alla musica propongono discussioni e riflessioni su numerosi aspetti della contemporaneità. Ogni redattore del programma sceglie la sua linea editoriale e cerca il contributo di numerosi ospiti che arricchiscono il panorama intellettuale della radio. L’unico principio seguito è infatti quello della democrazia partecipata e della protezione e promozione dei valori umani universali. Essendo un’organizzazione indipendente la radio vive oltre che con gli sponsor, con le donazioni degli ascoltatori, che nel tempo sono arrivati a coprire le spese di circa sei mesi all’anno di programmazione no stop. La radio prevede un palinsesto quasi esclusivamente in turco, ed è in onda 24h/24 sulle frequenza 94.9. È possibile seguire la diretta anche dal sito internet http://www.acikradyo.com.tr/ o consultare le podcast degli interventi più seguiti. Anche il sito manca di una traduzione in inglese ma sicuramente c’è la volontà di lavorare anche su questo fronte. Tuttavia è presente una traduzione della descrizione degli obiettivi e dei progetti che negli anni si sono susseguiti, utile per avere un’idea più concreta delle motivazioni e dei discorsi che sono stati portati avanti finora. Nel format settimanale sono presenti due rubriche quotidiane, Açık Gazete e Açık Dergi, che si occupano l’una d’informazione l’altra di sponsorizzazione di eventi culturali a Istanbul e propongono agli ascoltatori una panoramica dettagliata su ciò che avviene all’interno e all’esterno del loro paese. Non mancano poi rubriche attente alle problematiche del riscaldamento globale, alla situazione delle donne in Turchia, alla letteratura curda, al teatro, allo sport, all’arte contemporanea. Un’attenzione particolare viene data sia alle tematiche ambientali sia a tutte quelle pratiche che riguardano l’integrazione, il multiculturalismo, il rispetto delle altre culture e della propria.

Ciò che questa radio testimonia è l’esistenza in Turchia di un vivacissimo panorama culturale che attraverso il contributo di numerose personalità arricchisce il profilo intellettuale del paese. Questi protagonisti molto spesso non sono debitamente riconosciuti né in Turchia né al livello internazionale, ma seguire i loro progetti significa dare visibilità ad una parte del paese che si batte per una maggiore libertà d’espressione e allo stesso tempo per una democrazia degna d’essere chiamata tale.

 

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  1. Giù

    Se vi interessa il tema “Radio a Istanbul” vi consiglio vivamente di vedere il film Kaybedenler Kulübü di Tolga Örnek ( in inglese è stato tradotto come “The Losers’ club…in italiano probabilmente sarebbe “Il club degli sfigati”). Parla di un programma radiofonico degli anni novanta ed è ambientato a Kadiköy. La colonna sonora è stupenda ed è uno dei film turchi che preferisco.

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